L’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale ha sempre operato per affrontare le difficoltà del porto di Pescara e mantenere le condizioni di navigabilità in sicurezza mettendo in moto una serie di interventi in questa direzione, in particolare in relazione all’intervento di dragaggio citato in questi giorni. Nessuna cattiva gestione, quindi, da parte dell’Autorità di sistema portuale, ma anzi la disponibilità da parte dell’Ente ad assumere un maggior impegno rispetto ai necessari interventi infrastrutturali per lo scalo concordati con le altre istituzioni interessate.
 
Dalla sua costituzione, l’Adsp ha sottoscritto con la Regione Abruzzo, nel settembre 2017, un protocollo con il quale è stato stabilito che l’Amministrazione regionale, per evitare ritardi o interruzione nei lavori o la perdita di finanziamenti già acquisiti, avrebbe mantenuto la funzione di Ente attuatore e stazione appaltante per la realizzazione degli interventi di deviazione del porto canale di Pescara. L’integrazione al protocollo, sottoscritta nell’aprile 2019, ha previsto anche lo stanziamento complessivo di 2 milioni di euro da parte dell’Adsp da destinare ad interventi di dragaggio del porto di Pescara. L’Amministrazione regionale, a sua volta, ha sottoscritto una convenzione con il Comune di Pescara, che ha assunto il ruolo di soggetto attuatore degli interventi di escavazione e spostamento dei sedimenti in ambito portuale.
 
Rispetto a questa organizzazione, non è mai mancata la costante e puntuale partecipazione ai gruppi di lavoro per affrontare le diverse problematiche connesse alla trasformazione dello scalo, in particolare l’accessibilità marittima, per la quale l’Ente ha sempre confermato la piena disponibilità, anche nel recente tavolo convocato dalla Prefettura, a prendere in carico direttamente tale attività o a fornire ulteriori risorse se necessarie.