Il Comitato di gestione ha adottato oggi, all’unanimità, il Dpss, il Documento di programmazione strategica di sistema, il principale atto d’indirizzo dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale che interessa geograficamente una fascia costiera di oltre 135 miglia fra Marche e Abruzzo, un terzo della costa italiana adriatica.

Il Dpss, su cui ha espresso ieri parere favorevole l’Organismo di partenariato della risorsa mare, effettua una fotografia aggiornata dello stato attuale dei porti, definisce le linee guida del sistema portuale e gli obiettivi per il futuro di ciascuno scalo, valorizzandone le singole peculiarità e potenzialità, in un’ottica integrata di sistema, capace di rispondere alle opportunità di crescita in modo armonico e coordinato con il territorio, per assicurare uno sviluppo sostenibile, economico, sociale, ambientale, improntato all’innovazione e alla digitalizzazione. L’atto indica le principali linee di indirizzo per ognuno degli scali inclusi nell’Adsp, Ancona, Falconara Marittima, Pesaro, San Benedetto del Tronto, Pescara, Ortona, e solo parzialmente di Vasto, entrato di recente nell’Adsp.

Il Dpss definisce l’ambito portuale degli scali che viene ripartito in aree portuali, nucleo operativo primario delle cinque funzioni marittime dei porti nazionali (commerciale e logistica, industriale e petrolifera, servizio passeggeri, peschereccia, turistica e da diporto), e retroportuali, di competenza dell’Autorità di sistema portuale, e di interazione porto-città, dove l’Ente locale pianifica e l’Adsp offre la sua collaborazione e partecipazione. Individua, inoltre, i collegamenti di Ultimo miglio e gli attraversamenti dei centri urbani.

Dopo il proficuo confronto di condivisione avvenuto nei mesi scorsi con le Capitanerie di porto, le Regioni, i Comuni coinvolti, gli stakeholder, per ascoltare le esigenze dei territori durante la fase di redazione, inizia adesso il percorso di approvazione del Dpss. L’iter di legge prevede che il Dpss sia oggetto di Conferenza dei servizi, indetta dall’Autorità di sistema portuale, per acquisire formalmente il parere dei Comuni interessati, che dovranno esprimersi entro 45 giorni. Il Dpss dovrà essere quindi approvato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dopo l’intesa con la Regione Marche e la Regione Abruzzo, sentita la Conferenza nazionale di coordinamento delle Autorità di sistema portuale.

Concluso l’iter di approvazione del Dpss potranno iniziare i lavori di aggiornamento dei singoli Piani regolatori portuali, la cui redazione sarà curata dallo stesso raggruppamento temporaneo di professionisti che ha scritto il Dpss e ha già completato a gennaio l’aggiornamento del Deasp, il Documento energetico ambientale del sistema portuale.

Fra gli obiettivi che interessano tutti i porti, indicati nel Dpss, ci sono il miglioramento dell’accessibilità marittima e della sicurezza della navigazione, l’approfondimento e il ripristino dei fondali e la gestione dei sedimenti dragati, con la realizzazione di vasche di colmata dove previste, il potenziamento e la riorganizzazione dell’infrastruttura portuale nonché la promozione di processi di sostenibilità ambientale e valorizzazione del rapporto porto-città, quale potenziale, imprescindibile, fattore di crescita del territorio dal punto di vista economico, occupazionale e sociale.

Vengono poi indicati degli obiettivi specifici legati alle caratteristiche e alle vocazioni di ogni scalo per favorirne il ruolo di sviluppo dell’economia e di fondamentale collegamento infrastrutturale.

 

Il presidente Garofalo, con il Dpss lavoriamo allo sviluppo prossimo e futuro del sistema portuale

“Oggi è un giorno importante per tutti gli scali dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale – afferma il presidente Vincenzo Garofalo -. Con l’adozione da parte del Comitato di gestione del Documento di programmazione strategica portuale e il parere favorevole dell’Organismo di partenariato rendiamo concreto il cammino fatto negli ultimi mesi di costruzione di una proposta che tiene conto delle esigenze espresse dagli Enti locali e dal cluster marittimo. Iniziamo un percorso amministrativo su un atto condiviso dal punto di vista delle strategie che ci porterà ad avere un documento di programmazione necessario e base per la revisione dei singoli Piani regolatori portuali. Lavoriamo, quindi, ad una visione prossima e futura del sistema portuale, per avere una linea di sviluppo duratura e longeva, che valorizzi le specificità di ogni scalo e rispetti le prerogative non solo degli enti territoriali ma anche dei cittadini. Ringrazio, per quanto fatto finora, la struttura dell’Adsp, i professionisti che hanno saputo sintetizzare il patrimonio di organizzazione e di competenza che caratterizza questi scali, le amministrazioni locali e regionali con le quali si è svolto un articolato percorso di condivisione e, soprattutto, le Capitanerie di porto che, ancora una volta, sono state indispensabili nella conoscenza e nella direzione di un miglioramento delle realtà portuali”.